ZTL e altro - Avv. Domenico Monteleone

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ZTL e altro
01 giugno 2020

Credo che la Sindaca di Roma si stia dimostrando sempre più inadeguata per la guida della Capitale, ma sia anche circondata da più inadeguati di lei.
Personaggi che, se studiano, studiano male e vogliono trattare Roma come un paese di montagna di 100 anime senza agire sull’essenziale.
La decisione di lasciare aperte le ZTL è saggia e incontrovertibile in questo momento.
Va bene essere dei sognatori ma i sogni si realizzano lavorando.
La città di Roma ad oggi dopo 4 anni di gestione 5S non ha mezzi pubblici che funzionino veramente in modo impeccabile.
Nonostante le dichiarazioni di ampliamento parco mezzi essi sono sempre zeppi, si attendono quarti d’ora interminabili e si rompono facilmente con rischi per sicurezza di autisti e passeggeri.
La metro spesso ha problemi di funzionamento e viene interdetta per ore.
Piste ciclabili? Ne abbiamo pochi km scollegati tra loro e senza alcuna possibilità di equipararle alle piste ciclabili di Paesi più eco friendly.
Basti vedere pista ciclabile Prenestina e Tuscolana per renderci conto di come siano insicure. Tra marciapiede e parcheggi auto, senza cordoli gommati.
Roma non è pronta ad affrontare nessuna emergenza con mobilità alternativa.
Inserire i monopattini nel parterre di mezzi ecologici senza strutture adeguate per il loro passaggio è come buttare un gladiatore tra i leoni a mani nude.
La mobilità alternativa che non può non piacere ha bisogno di anni per essere costruita in modo adeguato ed oggi, per la quale è stato fatto uno zero virgola, non possiamo che affidarci ancora alla cara vecchia auto per salvarci da contagi e ritardi.
Il bello, o meglio il brutto, è che a Roma non è stato previsto nei mesi precedenti nulla di realmente efficace per potenziare i mezzi pubblici.
Senza soldi da spendere e sostanzialmente con molte promesse da mantenere coi soldi a disposizione non si ha avuto il coraggio di investire risorse sull’unica vera via di salvezza in emergenza, ossia l’ampliamento del parco mezzi con aumento delle corse su buona parte se non tutta la rete. Un’emergenza come questa non sarebbe il momento per mantenere promesse elettorali non mantenute in 4 anni e sarebbe anzi il momento per chiedere deroghe di regolamento e dirottare fondi a disposizione per altre situazioni per l’emergenza stessa.
Vorremo tutti usare il monopattino elettrico o la bici per andare a lavoro (con le distanze di Roma ci vuole un GRA ciclabile e dove sta ad oggi?), ma siccome non siamo in un film e la realtà è sotto gli occhi di tutti dobbiamo essere attaccati all’evidenza ed essere ragionevoli.
Perciò lunga vita ai varchi aperti!
Sperando in un inizio vero di progettazione ecologica della città per i prossimi anni.

                                                                                                                                 Annalisa Marcozzi
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