Il perno decisivo - Avv. Domenico Monteleone

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Il perno decisivo.
28 maggio 2020

A scorrere i giornali stamattina, vi è un entusiasmo e un euforia, che quella che ci fu il 12 Luglio 1982, dopo la vittoria dei mondiali in Spagna, al confronto è un mortorio.
L’€uropa ci ricoprirà di soldi, faremo il bagno nella vasca piena di banconote, saremo tutti ricchi.
Ma prima di correre a fare la fila nei cantieri nautici, per il vostro panfilo dei sogni, o di assaltare le concessionarie Ferrari e magari andare direttamente a Maranello, per la vostra fuori serie personalizzata, conviene puntualizzare alcune cosette che non vi dicono.
La parola magica, che ci ha riportato nell’eden economico, è Recovery Fund, che, attenzione, è solo una parte del pacchetto in cui troneggia il Mes, che ne è il perno decisivo. Inoltre non vi è ad oggi alcun reale accordo, che dovrà essere formalizzato eventualmente a Luglio. Quindi stiamo parlando di marketing politico. Fumo.
Ma entriamo nel merito.
Questa presunta pioggia di soldi, tutti rigorosamente a debito, verranno presi dal bilancio europeo, tramite emissioni di titoli comunitari.
Complessivamente si parla di circa 750 miliardi, di cui 500 sarebbero a fondo perduto e i restanti 250 da restituire con gli interessi.
Da dove esce la parte che, in teoria, sarebbe a fondo perduto? Dal bilancio europeo (su cui ancora non c’è alcun accordo), quindi dalle quote versate da ogni paese membro. E già qui ci sarebbe da sganasciarsi.
E si, perché io vengo da voi, vi chiedo un contributo in denaro e poi, da grande magnanimo e benefattore, ve lo restituisco e fondo perduto. Fantastico! Provate a farlo con vostra moglie, per restare al concreto, e poi ne riparliamo.
Nel dettaglio, riceveremmo (perché sono solo parole, in assenza di fatti e ben che vada, dal 2021), 82 miliardi a fondo perduto, di cui dovremmo corrisponderne inizialmente ben 60.
Ne restano 22, bontà loro, da spendere esclusivamente secondo i loro dettami, entro 3 anni.
Praticamente 7 miliardi all’anno, condizionati, a fronte di una catastrofe post lockdown contiano, di almeno 170.
Se la matematica non è un opinione, capite da soli quanto ci sia da festeggiare.
Dulcis in fundo, lor signori, stanno già approntando il piano di rientro, con un piano di nuove tasse e imposizioni, per tentare anche di strappare l’ok dei falchi, Olanda in testa.
Per chi ne sa un pochino, sarebbe bastato il varo di banche pubbliche ed una legge forte sulla separazione bancaria, alias Glass Steagall Act, che nel 1933, pose rimedio alla devastazione del 1929.
Ma questi sono usurai, mica fessi. E tantomeno dei benefattori dal grande cuore, come tanti stupidi pensano e credono.
Due misure, quelle menzionate, che erano state promesse da Giggino, innanzi alla porta del quirinale, come fondamentali per il via all’accordo con il PD, e di cui si sono presto perse le tracce, come per la revoca ad Atlantia ed altri impegni da marinaio, svaniti nel nulla.
In conclusione date retta, rinunciate agli Yacht e alle auto sportive.
Mettetevi piuttosto le mani dentro le mutande e toccatevi.
Vi servirà di più, credetemi.

Marco Libero
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