Il nostro vitale 432 Hz - Avv. Domenico Monteleone

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<<il nostro vitale 432Hz>>

02 giugno 2020
“La Musica è la Patria eletta di coloro che sanno astrarsi dalle miserie del mondo” (Giacomo Puccini)
Ma questa Patria non ci è data… ce l’hanno nascosta, bloccata, annullata, imbastardita, relegandola a mero
sollazzo delle loro orecchie sorde e delle loro voci stonate…
Viviamo nel tempo del male, il loro male, intendendo con questo termine tutto ciò che di non bene permea
la nostra storia attuale: la non bellezza, la non ARTE, la non Cultura, la non Conoscenza, la non Storia in un
non Tempo. Sarebbe quasi più giusto dire che viviamo nel tempo del NON, non a caso vocabolo
palindromo. L’idea progettuale di un uniforme NULLA, da cui nessuna scintilla di luce può nascere,
risucchiata dal buco nero della comoda ignoranza di un popolo asservito ad un fast food consumato al
tavolo, assai ben imbandito, di una pigrizia intellettuale, assemblata negli anni con gli scarti delle proprie
anime; una Damnatio Memoriae dell’emisfero destro del nostro cervello, dove è locata quell’isola che non
c’è che ci qualifica come esseri umani: la creatività, che significa espressione cosciente dell’idea pensiero,
dell’intuizione, del senso formale artistico, la comprensione del tutto, razionale e irrazionale, equilibrio,
scelta e la capacità di percepire quelle vibrazioni “altre” del cosmo che risuonano nel nostro DNA come
alfabeto ancestrale di una lingua comune a tutti gli esseri viventi e che diventa nell’ inter – relazione tra essi
Musica della Coscienza. Una Musica che ci permette, unici nel creato, di comprendere l’Unità nella
complessità, il principio di fondamento che regola la Natura in tutte le sue manifestazioni.
L’Uomo dovrebbe essere pubblico e orchestra per ascoltare, apprezzare e valorizzare la Sinfonia metafisica
che pulsa nel nostro pianeta, rendendo così attuativo quello strumento di crescita interiore che ci
consentirebbe di costruire il nostro (es)SE(re).
Già, la Musica… se le nuove generazioni non fossero state educate a scientismo e stagnazione intellettuale
avrebbero scoperto che il significato nascosto della parola musica è: ARTE DELLA CONOSCENZA, che a sua
volta traduce il movimento dell’intelletto umano verso il conoscere. Cioè educazione, insegnamento, studio
e applicazione all’ “ASCOLTO”, all’ “entrare nell’intimo delle cose”. Dovrebbero essere concetti semplici e
immediati e, in effetti, un tempo lo erano, ma il progressivo e criminale sovvertimento dei valori tradizionali
educativi, individuali e sociali, ha prodotto la distruzione di tutti i concetti fondamentali di crescita psicofisica dell’individuo.
Il periodo storico che stiamo vivendo ne è un drammatico esempio. Le insulse restrizioni, il distanziamento
“sociale” (vocabolo scelto ad hoc), le informazioni alterate, quando non del tutto artefatte, le chiamate alla
finta unità d’accatto degli italiani dai “balconi”, l’escalation tecno-digitale, l’inutile e deleteria didattica a
distanza, e, soprattutto, la riduzione della Scienza ad uno pseudo neo-positivismo tecnocratico,
sottolineano l’intento, ormai acclarato e quasi raggiunto, di rendere l’individuo una “bestia” “sola”, un
essere senz’anima, senza emozioni (se non la paura), senza “sapienza” né saggezza, né dubbi, un essere
non pensante, esecutore idiota di “ordini”, delatore verso il suo stesso fratello, forma, grottescamente
sovvertita, di un musicista, esecutore di una partitura che ha scelto di suonare…
Questo progetto di distruzione sociale ha origini lontane e, guarda caso, le prime a farne le spese sono state
la Musica e la Cultura. E’ doveroso sottolineare che il malinconico, poco o per nulla intelligente, tentativo
finto buonista di adattare un concerto o un opera lirica a norme palesemente in contrasto con il diritto alla
dignità umana, ha come unico effetto quello di scimmiottare sé stessi, riducendo la Musica a patetica
colonna sonora del vuoto cosmico che permea la personalità di questi signori chiamati ad occuparsi di cose
di cui nulla sanno.
Si tenessero pure i loro 440Hz e ci intonassero la loro danza di morte, che tanto gli si addice. Noi musicisti,
veri “eterni bambini”, con la ghiandola pineale indistruttibile, sempre danzeremo con il nostro vitale 432Hz
e con Dio che ci accompagna.
                                                                                                                 Anna Rufini
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