Il Fantasma del Lavoro Nero - Avv. Domenico Monteleone

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IL FANTASMA DEL LAVORO NERO
11 giugnoo 2020

Anche la definizione di LAVORO NERO, già di per se la dice lunga. I bambini avevano paura dell'uomo nero, ora gli italiani hanno paura del lavoro nero. Ma di cosa si tratta in fondo: il termine nero è stato coniato semplicemente da chi impone le tasse alla gente che lavora, riducendogli i guadagni e succhiandogli i suoi risparmi come fa il pidocchio. Il vero parassita della società è il banchiere centrale che presta denaro ai governi e pretende che una percentuale ogni anno gli ritorni in tasca sotto forma di tasse. Per capire queste affermazioni occorre fare un passo indietro nel tempo. Quando la moneta era d'oro, le tasse erano uno scambio equo fra i cittadini e i governanti. In pratica la rarità dell'oro non permetteva spese pubbliche senza che ci fosse un ritorno di denaro al governo. La moneta in circolazione veniva usata all'infinito, perché la quantità non poteva cambiare. Almeno che non si estraesse altro oro dalle miniere, per coniare altre monete. A quel tempo i guadagni dei lavoratori erano di proprietà, cioè chi aveva una moneta d'oro in tasca ne era il proprietario, non esisteva il debito pubblico. Chi non pagava le tasse faceva ricadere l'aumento dei costi su coloro che le pagavano quindi in quelle condizioni monetarie, cioè con la moneta proprietà, pagare le tasse era giusto e tutti dovevano contribuire alle spese collettive per il benessere della collettività. Il ragionamento fin qui non fa una piega, l'evasore era un male per la società. Oggi questo ragionamento è totalmente sbagliato. Ora cerchiamo di spiegare in maniera semplice i motivi. Iniziamo col dire che tutta la moneta in circolazione non è fatta di oro, ne di diamanti, ne di altri materiali pregiati. La moneta in circolazione è fatta di carta colorata (banconote), metallo di basso costo (monete metalliche) e di semplici impulsi elettronici, cioè di costo nullo (il costo è nullo perché il valore nominale riportato sulle monete è notevolmente superiore al costo per fabbricarle). Il problema però nasce dal fatto che gli unici ad avere l'esclusiva sulla creazione del denaro di una nazione, sono dei banchieri privati (fin qui la cosa potrebbe avere un senso normale). Infatti che siano dei banchieri privati a creare moneta non sarebbe di per se un problema. Il vero problema enorme, gigantesco, immane, assurdo, satanico, incomprensibile, nascosto subdolamente è che i banchieri, quella moneta che a loro non costa nulla, la prestino ai governi come se stessero prestando l'oro. Ma il valore di quella moneta non è nei simboli che essi fabbricano (carta, metalli, bit elettronici) il valore è una convenzione, cioè un accordo scritto fra tutti i membri di una società che si impegnano ad accettare un simbolo come se fosse oro. Quindi con la carta e inchiostro e con dei numeri su una tastiera (moneta elettronica) si crea mentalmente il valore dell'oro. La domanda che tutti i cittadini dovrebbero porsi è questa: se noi cittadini, con una semplice convenzione, siamo in grado di creare il valore dell'oro in un semplice pezzo di carta colorata, o su dei pezzi di ferro, o addirittura su dei numeri elettronici, perché mai i nostri governi non mettono in funzione le tipografie, o digitano numeri senza indebitarci? Perché i governi sono costretti a prendere denaro in prestito ad interesse? I banchieri prestatori del nulla pretendono la restituzione di denaro vero, perché sudato e guadagnato da tutti noi, attraverso attività lavorative. Che diritto hanno questi banchieri di vivere sulle nostre spalle? Per concludere ritorniamo al tema principale del lavoro nero. Se i governi emettessero tutto il denaro che serve al popolo, di proprietà del popolo come se fosse una moneta d'oro, non avrebbe bisogno delle nostre tasse, perché, semplicemente, non essendoci più il problema della rarità dell'oro ed essendo tutta la moneta creata dai cittadini convenzionalmente, non avrebbe senso per lo stato pagare 100 e poi attraverso le tasse ritirare 20, basterebbe pagarne 80. Quasi tutto il sistema fiscale potrebbe essere abolito, lasciandone solo una piccola parte (Max 5% per motivi tecnici e sociali). In queste condizioni il lavoro nero sarebbe quindi abolito. Tutte le aziende sarebbero costrette e incentivate ad assumere i dipendenti con contratti di lavoro in perfetta regola, per tutelare gli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro. Se il governo emettesse moneta di proprietà dei cittadini, i datori di lavoro non dovrebbero versare alcun contributo. Ci penserebbe lo STATO. Ci sarebbe la piena occupazione con un incremento di guadagni per i lavoratori e per i datori di lavoro. Tutti avrebbero interesse a firmare contratti di lavoro e in questa situazione i banchieri, prestatori di denaro, non potrebbero più succhiare il sangue ai popoli. Verrebbero esclusi dalle società e allontanati (ma anche questa è una situazione che nel passato è accaduta più volte). In definitiva quando sentite parlare di LAVORO NERO, sappiate che è solo un termine per far sentire in colpa chi lavora. I prestatori di moneta debito succhiano il sangue attraverso le tasse fino ad uccidere i popoli, come sta avvenendo in tutto il mondo. Per liberarci dal lavoro nero basta semplicemente colorare la nostra vita di conoscenza monetaria. Un popolo proprietario della sua moneta è un popolo veramente libero. Sta a noi decidere se vogliamo essere debitori verso i banchieri oppure vivere liberi come Dio ci ha creati.
Possiamo esser liberi davvero.
                                                              Arnico 66
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