I Dottori della nuova religione - Avv. Domenico Monteleone

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<<I dottori della nuova religione non sanno più che cosa siano degli uomini liberi>>

23 giugno 2020


Occhi chiusi, maschere che coprono il viso, rose bianche e segni scritti a mano che dicono “Black Lives Matter”, mons. Mark Seitz, vescovo di el Paso, USA e altri 12 sacerdoti della diocesi si sono inginocchiati in silenzio per 8 minuti e 46 secondi.
Hanno pregato (?) in silenzio per George Floyd, un uomo di colore morto durante un presunto fermo della polizia di Minneapolis dopo che un ufficiale gli si è "inginocchiato" sul collo per lo stesso periodo di tempo.
“Francamente, quello che ho fatto e quello che ho detto è solo un modo molto piccolo per partecipare a ciò che così tante persone stanno facendo nelle loro pacifiche proteste”, ha detto mons. Seitz.
Due giorni dopo la "preghiera" del clero, Seitz - appena conclusa la celebrazione della messa - riceve una chiamata sul suo cellulare dal pontefice stesso. In spagnolo, Francis ha manifestato la sua gratitudine al monsignore per la "risposta" alla morte di Floyd.... (C'è chi si inginocchia davanti al mondo - vedi foto - e chi si inginocchia davanti a Dio).  
Or bene, la seguente pagina sull’inginocchiamento dell’uomo libero, tratta da Jean Madiran “L’eresia del XX secolo” ed. Volpe 1972, è di un'attualità e di una verità sconvolgente. Tenete conto che per Madiran l’eresia del XX secolo è quella dei vescovi. Ecco la corposa citazione:
<<La preesistente religione cattolica, squalificata dal messaggio di Saint-Avoid come inattuale (proposizione I) e non abbastanza evangelica (proposizione II), sarà anche la religione che sopravviverà. Qualunque cosa accada, a sopravvivere sarà la Chiesa santa, una e cattolica. Questa è la nostra fede. Questa Chiesa e questa religione, dette antiche, tradizionaliste e superate, sono quelle di cui viviamo. Esse sono formate da uomini liberi. Lo testimoniano, con una testimonianza che confermeremo con i nostri atti. I dottori della nuova religione non sanno più che cosa siano degli uomini liberi, sebbene parlino continuamente di libertà. Gli uomini liberi non sono né dei montoni né dei robot. « L'inginocchiamento di un uomo libero --- diceva Péguy, il bell'inginocchiamento dritto di un uomo libero ». Ma voi non volete più inginocchiamenti, e i vostri Séides, i vostri fanatici, con l'ostia in mano danno pedate alle gambe di coloro che si mettono in ginocchio per comunicarsi.
Vi sbagliate assai se credete che noi ci mettiamo in ginocchio per comunicarci. Vi sbagliate assai se credete che noi ci mettiamo in ginocchio per un « cristianesimo sociologico » e per una consuetudine servile, di fronte alle grandezze umane del sistema esistente. Vi sbagliate assai se pensate che noi andremo dovunque si vuole e accetteremo una qualsiasi religione per «séidismo», solo che le nuove « direttive » abbiano una sanzione «episcopale ». Noi abbiamo rispettato l'autorità che voi non rispettavate, la rispetteremo sempre mentre voi non la rispettate più, pensate però di poter fare di noi, d'autorità, degli apostati e dei traditori, e di aver aggregato alla vostra nuova religione delle autorità che vi fanno sperare che così, per obbedienza, noi entreremo ordinatamente in essa. Non avete mai capito che noi prendiamo assai sul serio l'autorità e l'obbedienza, che voi attualmente riducete una farsa. Alexis Curvers ha scritto: « I progressisti dicono agli integralisti: 'Ciò facendo parte dei vostri principi, da voi esigiamo una obbedienza che da noi non dovete aspettarvi perché non fa parte dei nostri'. E il colmo è che gli integralisti rispondono, inchinandosi: 'Dato che il rispetto per l'autorità non è fra i vostri principi ed è fra i nostri, schernite finché volete l'autorità a cui ci rifacciamo e contate pure che noi resteremo sottomessi a quella autorità di cui vi impadronirete' » [Alexis Curvers: « Pages de journal» in Itinéraires, no 5, luglio-agosto 1967, p. 29]. Non obbediamo alle commedie. Perché prendiamo molto sul serio l'obbedienza e l'autorità, noi sappiamo da sempre che nessuna obbedienza agli uomini può farci andare contro l'obbedienza dovuta a Dio e alle sue leggi, che sono la legge naturale del Decalogo e la legge di Cristo, cioè il Vangelo: l'una e l'altra ricevute, apprese e seguite nella e dalla tradizione apostolica della Santa Chiesa, da duemila anni. Voi avete preso i fedeli per i Séides automatici di un séidismo sociologico, avete preso queste fronti curve e questi ginocchi piegati per quelli dello schiavo mentre sono quelli dell'uomo libero. Non avete capito nulla dell'inginocchiarsi di un uomo libero — libero secondo la libertà di Nostro Signore Gesù Cristo. Voi ora avrete da fare con la profondità, l'estensione e l'altezza del rifiuto di un uomo libero. La libertà che voi non avete visto nell'inginocchiamento e nell'adorazione, dovrete conoscerla nell'opposizione radicale contro cui ormai urterete. Avrete da conoscere che cosa sia la libertà del cristiano: non l'avete riconosciuta nella sua devozione, nella sua disciplina, nella sua pazienza; ora la subirete nel suo legittimo rifiutare le idolatrie del mondo. Leggete dunque Poliuto (è di Corneille, poeta francese e poeta cristiano), per istruirvi su certe cose. È una stessa libertà quella che adora in ginocchio la presenza reale del Dio vivente e quella che spezza gli idoli quando è necessario. E una stessa libertà: una libertà di fronte alla quale voi, non appena dichiarate di scostarvi dalla tradizione apostolica, non avete più nessuna autorità morale, voi non siete più niente, simulacri sonori, dottori del nulla. Potete anche sopprimere il catechismo, che vi condanna; noi lo sappiamo però a memoria e faremo in modo che, con la grazia di Dio, esso venga sempre imparato. Già in molte parrocchie i giovinetti che non vanno più allo pseudo-Catechismo dei nuovi preti si sono riuniti per apprendere altrove le verità della salvezza. L'autodifesa spirituale sta organizzandosi dappertutto, nella santa libertà dei figli di Dio. E le vie senza uscita nelle quali credete di poterci bloccare, Dio stesso, venuta l'ora, le aprirà per coloro che, qualunque cosa accada, saranno stati irremovibilmente fedeli.>> [Jean Madiran “L’eresia del XX secolo” ed. Volpe 1972 da pag. 148 a pag. 150]
                                                                                                                             Emanuele Costanzo
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