Caccia ai Cristiani - Avv. Domenico Monteleone

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<<Ricompense per chi denuncia i cristiani.
In Cina è ufficiale il "listino" per premiare le SPIE>>

04 giugno 2020


La  repressione cristiana nella Cina di Xi Jinping è entrata in modalità  "caccia". Per uniformare la società al socialismo con caratteristiche  cinesi e silenziare ogni possibile fonte di protesta, Pechino ha  cambiato il suo atteggiamento nei confronti delle religioni. Spazio  soltanto ai culti asserviti al Partito Comunista Cinese, ai credo – per  intenderci – autorizzati, schedati e controllati dalle autorità  centrali. Gli altri, quelli indipendenti, rappresentano una minaccia  troppo grande.
Per i cattolici la situazione è complessa. La  Chiesa ufficiale accettata dal governo è l’Associazione patriottica  cattolica cinese, fondata nel 1957, ai fedeli aderenti è vietato mandare  i minorenni al catechismo e affittare stanze per riunioni o iniziative.  Dal punto di vista architettonico, le stesse chiese devono rispondere a  particolari criteri estetici. I dissidenti, insieme a chi infrange le  disposizioni religiose, finiscono in organismi di Partito dove sono  RIEDUCATI IDEOLOGICAMENTE. Chi opera al di fuori di essa pratica  attività religiosa clandestina.   I "clandestini" non hanno chiese o edifici visibili e per portare  avanti le loro attività si incontrano in luoghi di fortuna. Scantinati,  boschi, appartamenti e via dicendo. Ricorrendo alle Chiese domestiche  dissidenti si è vessati e fortemente limitati.  
Chi non si iscrive alla’Associazione patriottica che  regolamenta l'attività religiosa del culto non può esercitare il proprio  credo liberamente. Le autorità non scherzano, vogliono che luoghi,  persone, sacerdoti e vescovi appartengano all’Associazione patriottica.
A  tal fine il governo ha recentemente varato una stretta sul giro di vite  della Chiesa clandestina, consentendo alle autorità di offrire denaro a  chiunque faccia la SPIA e riveli i luoghi in cui sono soliti riunirsi i  cristiani. La ricompensa varia tra i 100 e i 1.000 renminbi, ovvero  13-132 euro. Possono però esserci degli extra qualora siano fornite  anche altre informazioni, utili per le indagini sull’organizzazione  religiosa illegale. In questo caso l'incasso può salire fino a 3.000  renminbi. O addirittura a 5.000 se il gruppo denunciato ha legami con  l’estero. Il listino prosegue con una RICOMPENSA che può toccare quota  10.000 renminbi (circa 1.300 euro) per chi si rivela d'aiuto per  arrestare qualche leader. AsiaNews rivela che a Guangzhou sarebbero  stati emessi documenti ufficiali per regolamentare le pratiche sopra  descritte.
Pechino vede come fumo negli occhi ogni possibile  ingerenza esterna all'interno dei suoi affari. La situazione, per i  cristiani, è complicata un po’ in tutta la Cina. A poco è servito  l’accordo segreto e provvisorio stilato lo scorso settembre da Pechino e  Santa Sede. Anzi, è stato interpretato dal governo cinese come un  segnale di riconoscimento della Chiesa patriottica e delegittimazione  per i fedeli clandestini. Ma oltre alla religione cristiana ci sono  anche altri culti prontamente controllati dall'alto, con associazioni  patriottiche vigenti per ogni culto.                                                                                                    
Emanuele Costanzo
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