... o è un’altra cosa - Avv. Domenico Monteleone

Vai ai contenuti
<<O è vero o non è vero o è un’altra cosa … Ovvero, libera riflessione in libero pensiero da pubblica ed ufficiale informazione sparsa qua e là.>>

11 giugno 2020

NEODIMIO: elemento della Tavola Periodica, Numero Atomico 60.
Scoperto a fine ‘800 e dalla storia controversa, è stato infatti al centro di una lunga ed aspra
disquisizione accademica riguardo la sua classificazione.
In realtà il Neodimio è un aggregato di Boro – Ferro e Didimio quindi non propriamente un NEO-
ELEMENTO, tuttavia il vincitore di questa disputa risultò il suo stesso scopritore con
l’argomentazione del ritrovamento in forma di aggregato naturale e venne così inserito nella
Tavola Periodica nel gruppo delle Terre Rare, elementi metallici con particolari caratteristiche
chimico-fisiche, che in natura non sono affatto presenti in minuta quantità, anzi, ma i cui giacimenti
sul nostro pianeta si contano sulle dita di una sola mano. Da qui la loro classificazione.
I più grandi giacimenti si trovano (guarda a volte il caso) in Cina, a seguire, ma in quota molto più
ridotta, in USA, Russia, Corea, Brasile, Perù, Cile.
La Cina detiene il monopolio mondiale del Neodimio (e di altre Terre Rare come il Lantanio,
il Samario, etc.) e questo è fondamentalmente il motivo, neanche troppo velato, degli attriti tra
Washington e Pechino. Gli interessi in gioco infatti sono più che colossali; attualmente ogni aspetto
industriale, tecnologico, informatico della produttività globale necessita di questo elemento.
Il Neodimio è infatti un super-conduttore, anzi, è IL superconduttore per eccellenza e la sua
principale qualità fisico-chimica è un “effetto calamita” applicabile nei campi più ubiquitari:
lo ritroviamo ad esempio nei macchinari RNM, nei cellulari, nei dispositivi a relais, nei sistemi di
cablaggio e smistamento telefonici, nei sistemi automatici domotici, etc..
Ma il suo utilizzo più importante è nel campo della fisica nucleare, nella formazione di acceleratori
che permettono, detta in modo semplice, di velocizzare l’emissione di particelle atomiche e di onde
elettromagnetiche e, dulcis in fundo, è necessario nei nuovi sistemi di rete informatica ultraveloce
come il 5G.
Ma c’è qualche problemino tecnico…
A fronte di una emissione iniziale max di 26/32 GHz, le onde ultracorte hanno bisogno di numerosi
ripetitori per “tenere” il segnale, antenne di rimbalzo elettromagnetico posizionate ad una distanza
“adeguata” tra loro, per evitare l’effetto “ponte” che bloccherebbe di fatto il segnale.
D’altro canto non devono essere troppo distanti tra loro perchè anche in questo caso la
“dispersione” elettromagnetica sortirebbe lo stesso effetto.
Inoltre lo spazio tra una antenna e l’altra deve essere il più possibile libero da “ingombri” che
potrebbero filtrare e quindi ridurre l’intensità e la qualità del segnale.
In pratica, a seconda delle condizioni ambientali e dell’intensità dell’emissione iniziale,
il distanziamento antennistico (trattasi infatti di partita di tennis!) non può essere inferiore a circa un
metro (e già mi vien che ridere… Buzzanco!).
Per ovviare a tutto questo esiste una suggestiva ipotesi di sviluppo tecnico basata sulla caratteristica
del Neodimio di essere estremamente friabile e soggetto a “polverizzazione”
(tant’è che si assembra con altri elementi come il Bario, il Trittio, il Ferro, l’Ittrio, etc. per dare
compattezza, solidità e aumentare l’effetto magnetico): produrre una sorta di “nuvola
elettromagnetica ambientale” che possa fungere da tablet informatico, in cui immergere miliardi
(circa 7 miliardi!) di piccoli ripetitori dei segnali elettromagnetici viaggianti…
Purtroppo, in questo affascinante quadretto, non vengono minimamente considerati i danni biologici
che potrebbero derivare dall’uso di queste tecnologie, danni ufficialmente evidenziati già per il 2G e
3G ed in corso di sperimentazione per il 4 e 5G.
Stiamo parlando di tumori rari, accidenti cardiovascolari, degenerazioni del tessuto connettivo e
ghiandolare, sindromi respiratorie acute ed altro ancora…
Immaginiamo, come in un film di fantascienza, una malaugurata dispersione ambientale di
nanoparticelle di Neodimio & Co. o la loro somministrazione, ovviamente per errore, attraverso
farmaci o vaccini, le conseguenze potrebbero essere a dir poco drammatiche, considerando, solo ad
esempio, l’effetto a calamita sul Ferro emoglobinico… Brrr, meno male che è solo fantasia,
al confronto di questo scenario da film il Covid 19 è una barzelletta! Infatti con l’aggregazione dei
globuli rossi sulle pareti vasali si avrebbe una immediata ipossia con svenimento poi una trombo
embolia diffusa e successivamente scompenso cardiaco, polmonite bilaterale ed exitus…
Sì, decisamente il Covid 19 sarebbe NULLA in confronto…
Comunque ritornando alla realtà storica, l’Italia è leader europeo nella produzione di Toroidi di
avvolgimento al Neodimio per dispositivi tecnologicamente avanzati e le aziende italiane
produttrici sono (ari guarda caso) dislocate al nord, in particolare nella provincia milanese.
E’ notizia di qualche giorno fa (già sparita dal web) che Italia, Francia, Spagna, Germania e
Inghilterra, sono unite in una joint venture nel progetto di costruzione di una centrale a fusione
fredda in Francia (sic!) e il primo carico di toroidi assemblato in Italy, nel mese di Marzo 2020, è
partito da Genova proprio in questi giorni, alla volta di Cyrano De Bergerac…
Orbene: divertiamoci a unire con i puntini tutti i Paesi europei ed extra europei citati ed otterremo
una mappa di tutte le zone del pianeta più colpite dal Covid (a volte, la Sciiienza…).
Dice il saggio: una coincidenza = casualità
due coincidenze = fatalità
tre coincidenze = si vince il Nobel dell’imbecillità!
Piccola digressione finale per scettici e affiliodi vari:
Neodimio e Didimio assomigliano foneticamente al DIDIMO, ergo, per non scoprire un giorno,
guardandovi allo specchio, mentre siete seduti sul water della vostra coscienza, di essere un didimo,
tirate fuori i cabbasisi veri e salite sulle barricate (Efisio docet).
Se non volete farlo per voi stessi, provateci per i vostri figli, ricordando che TUTTI siamo figli di…
qualcuno!
Fausto Chiriatti
P.S. Stavolta niente ermetismi… ma solo per questa volta.

                                                                                                                 Fausto Chiriatti
Torna ai contenuti